Dicono di me

I lavori di Mirella Bastelli appaiono dominati da una apparente discontinuità stilistica che non è casuale. Ogni scultura, diversa l’una dall’altra nella forma e nei colori, riflette l’andamento sinusoidale delle sue emozioni: un momento di passaggio dell’esistenza, una fase di chiusura o di risveglio, uno stato d’animo… questo perché – come lei stessa dice - «la vita è mutamento, cambiamento, trasformazione… come l’acqua di un fiume che non è mai la stessa».
Nell’ultimo ciclo di opere – in cui ricorrono volti anonimi come se fossero stati scavati dal tempo nella roccia – si avverte qualcosa di diverso, come se avesse raggiunto, dopo un lungo naufragar, un porto sicuro: esso rivela una certa consapevolezza interiore e creativa, che si manifesta nella spontaneità con cui si esprime, attraverso un linguaggio semplice ed essenziale, tipico del resto delle culture arcaiche.

Curatrice Stefania Valente



L'amicizia ci dona il privilegio della conoscenza, a volte la possibilità di guardare dentro quei misteri che avvolgono la nascita dell'opera di un artista. La mia amicizia con Mirella risale agli
anni della giovinezza trascorsi insieme nelle aule del Conservatorio di S. Cecilia, dove i Maestri
si preoccupavano di istruirci al bello, di affinare la nostra sensibilità nei confronti dell'arte.
Le intense esperienze di quegli anni e le comuni radici musicali mi suggeriscono una chiave di interpretazione delle sue sculture. Ovviamente non posso parlare dei suoi lavori con il linguaggio dei critici ma proprio da lei ho appreso come il rapporto dell'artista con la materia non
debba necessariamente risolversi in un dettato di critica professionale. Non mi ha mai parlato di
Scuole o di indirizzi culturali, di arte metafisica o di realismo, di tecniche tradizionali o di avanguardia. Il suo cammino di artista è caratterizzato da una naturalezza che dona alle sue opere un carattere di fondamentale spontaneità. Condizione assoluta del suo lavoro è la ricerca del concreto umano, non costringe la materia ma l'asseconda, l'accarezza dandole vita prima ancora di
trasformarla in figura. Significativa la scelta della materia, povera e ricca allo stesso tempo, morbida ma compatta, duttile a tutte le venature necessarie ad assecondare l'idea dell'artista.
Curve femminili che ricordano il miracolo di una creatività dolce e continua, creature d'amore fisse in uno sguardo lontano, quasi assente, volti seri e impenetrabili, come schiacciati da una pensosità di tempi lontani.. Tutto questo è Mirella Bastelli, con le sue figure che raccolgono e smorzano la luce entro contorni definiti e che trasmettono una potente umanità.
In realtà il soggetto non è che un pretesto per porsi di fronte al giusto equilibrio tra massa e vuoto, ritmo e stasi.
Vi è in lei, inoltre, una cura artigianale per l'opera, rifinita fin nel più piccolo dettaglio fino a formare un linguaggio di potenza, di sensibilità e di armoniosa delicatezza.
Dalla sua opera traspare l'armonia che si riscontra anche nel suo modo di essere, nei suoi rapporti di
amicizia, nel suo amore per la natura, nel suo coinvolgimento in altre forme d'arte, la musica e la poesia su tutte.

Prof. e concertista Eugenio De Rosa